Posturologia
L'APPROCCIO E OSTEOPATICO INTEGRATO

Accedere ai sistemi profondi, perché non tutto si cura solo con i farmaci.

Chi si occupa di Posturologia si interessa degli stessi distretti del corpo di  altre branche specialistiche (schiena, denti, orecchio, occhio, piedi, ecc.) ma, invece di curarne un aspetto intrinseco (dolori, carie, sordità, miopia, valgismo, ecc), valuta il mal funzionamento e l’impatto generale che esso produce sull’organismo, anche su distretti  lontani dal problema d’origine, quindi esegue una valutazione globale e non settoriale; la diretta conseguenza di questa impostazione è che la diagnosi e le terapie saranno volte  a migliorare una problematica generale e non settoriale. Gli interventi sia sulla informazione alterata in entrata (correzione di un recettore che manda un input  alterato) che quelli manipolativi sono  finalizzati all’invio di  nuove e più  fisiologiche informazioni al Sistema Nervoso Centrale in modo da migliorare la strategia con cui  il corpo è organizzato.  Le tecniche che  si utilizzano vanno ad agire su modalità quasi mai raggiungibili dai farmaci, perché parliamo di aspetti alterati della regolazione  che si sono protratti così a lungo da aver creato un sintomo; i farmaci potranno avere un effetto su alcuni di questi aspetti finali, tipo il dolore alla colonna vertebrale o un problema di alterata funzione intestinale oppure ancora una vertigine  ma non saranno in grado di modificare a livello cerebrale la strategia compensatoria che si è instaurata.

Per gentile concessione dott. Stefano Frediani

In tale ottica diamo grande rilievo al flusso fisiologico del liquido Cefalo Rachidiano tale movimento avviene all’interno della scatola cranica , si estende lungo la colonna vertebrale fino al sacro e quindi è in stretta relazione con tutto il sistema nervoso centrale e periferico. E’ percepibile come un onda di flusso, anche in zone remote del corpo e permea tutte le strutture, questo movimento di marea inizia nella vita intrauterina e cessa circa venti minuti dopo l’arresto del cuore. E’ come un “rumore di fondo” che rappresenta  il fluire fisiologico della somma di tutti i nostri metabolismi. Per farne comprendere l’importanza ai pazienti utilizzo l’esempio delle prove di un orchestra sinfonica: se stanno usando i martelli pneumatici nella chiesa dove si prova (leggi un alterato rumore di fondo cranio sacrale) sarà difficile poter capire se i violoncelli sono un po’ stonati (cioè perdersi in una analisi di settore), prima bisognerà ottenere i presupposti che ci permettano di scendere nei dettagli. Ecco perché in Posturologia  consideriamo sinergico  l’apporto dell’Osteopatia, sia per il miglioramento degli aspetti reccettoriali sia per una vera e propria strategia comune.

approccio-osteopatico-integrato-odontoiatria

Per gentile concessione dott. Stefano Frediani

 Nell’ambito della nostra visione integrata l’approccio osteopatico e/o cranioscrale è utilizzato per:

  • la risoluzione delle tensioni della Dura Madre (cioè della membrana che avvolge tutto il sistema nervoso e contiene il liquido cefalo rachidiano) tale tensione può generare disturbi spesso poco inquadrabili ed essere causata da traumi diretti al rachide, da colpi di frusta anche se all’apparenza senza esiti clamorosi, nelle disfunzioni articolari e fasciali conseguenti a traumatismi diretti o mal funzionamento, nei disturbi “viscerali” determinati da un mix di stress emotivi, alimentazione, e tensioni muscolari
  • Per una migliore postura generale e diminuzione dei dolori alla colonna vertebrale e del Sacro.
  • Per la corretta diagnosi e trattamento dei disturbi funzionali legati alle reciproche posizioni delle ossa che costituiscono il cranio considerando anche l’eventualità che tali “lesioni” possano essersi determinate durante il parto e quindi condizionare da sempre le modalità fisiche.
  •  nella gestione degli apparecchi ortodontici per valutarne l’influenza sulle ossa del cranio e l’efficacia e Per potenziarne l’azione proprio considerando che i denti storti possano derivare da problemi di sviluppo e posizione delle ossa che li contengono.
  • Nelle terapie ortodontiche e dei disturbi dell’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) per ottenere la miglior posizione fisiologica possibile delle vertebre cervicali in vista della scelta della posizione mandibolare;

  • nelle terapie con ortodonzia fissa e/o con trazioni extraorali per diminuire le tensioni che gli apparecchi esercitano selle suture ossee, dato che limitano il naturale movimento elastico “a ruota dentata” ben illustrato dalle figure realizzate dal Dott. Stefano Frediani
  • non ultimo, per la gestione degli aspetti affettivo-emotivi che creano disordini funzionali e dolori cronici correlati.

 

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