sezione Integrazione: Dott. Luca Sangiovanni e Dott.ssa Mariangela Villa

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Posturologia come chiave di integrazione

 Il corpo funziona tutto insieme; non distingue tra fisico e mentale, agisce come un’unità allo scopo di mantenersi in vita, proteggersi e riprodursi.

Un esempio: il bimbo piange in modo da allertare la mamma per ottenere il cibo che lo nutre (necessità che gli è segnalata da appositi sistemi recettoriali), ma allo stesso tempo fa esperienza di come si fa ad ottenerlo e del genere di risposta che la madre gli dà; l’esigenza metabolica lo porta a piangere e quindi a comunicare le proprie esigenze e contemporaneamente esplora le sue strategie e fa esperienza dell’altro. Questo esempio è applicabile a qualsiasi circostanza della vita: un rumore, la solitudine, un dolore fisico, ecc. ecc. Ogni aspetto della vita mette insieme una sensazione fisica e un’emozione e da questa contemporanea sensazione deriva la capacità di stabilire un’idea più o meno sana di sé e del mondo esterno. Questa nostra caratteristica ci accompagna per tutta la vita, per quanto possa essere sopita da mille fattori. Qualsiasi nostro pensiero, azione o mutamento automatico si esplicita con una modifica del tono muscolare: la Posturologia indaga questo denominatore comune e si occupa di tutti quei sintomi che non identificano una malattia con nome e cognome e in cui l’approccio solo mentale, solo fisico oppure metabolico (anche farmacologico) non porta a risultati concreti e duraturi.

La tecnica, sia di diagnosi clinica che di cura, da noi messa a punto tiene conto delle più recenti scoperte neuroscientifiche sui meccanismi intimi del nostro funzionamento. Utilizziamo tecniche tradizionali, (osteopatiche, di auricoloterapia, psicologiche, di consapevolezza oppure il controllo alimentare) che, riviste alla luce delle nuove acquisizioni sui meccanismi integrati di funzionamento, possiamo sfruttare sinergicamente aumentandone le potenzialità.

 Per chi è utile

In una logica di massima schematizzazione raggruppiamo le categorie di sintomi che possono far sospettare l’utilità del nostro approccio, quindi:

  • Per chi soffre di sintomi correlati ai meccanismi di mantenimento di una posizione corporea confortevole ed efficiente che può causare limitazioni funzionali: dolori ossei, articolari, viscerali, anche i più insoliti, stanchezza cronica, scarsa efficienza sia fisica che intellettuale a causa di un uso non corretto delle proprie potenzialità nelle azioni abituali che presuppongono le corrette funzioni vitali: respirare, tenere l’orizzonte dritto, deglutire e masticare, camminare; il corpo scende a qualsiasi compromesso pur di poter svolgere tali azioni! A seguito di questi adattamenti irrinunciabili e spesso non coscienti si possono sviluppare anche difficoltà psicologiche a circostanze che richiedono attenzione o padronanza di sé, con senso di inadeguatezza, ansia, agitazione, depressione.
  • Per chi presenta problematiche della sfera emozionale con particolare riguardo ai traumi irrisolti, o a strategie di comportamento immodificabili e sintomi psicosomatici relativi.
  • Per favorire un miglior svolgimento e minor durata di una psicoterapia.
  • Per i casi definiti dalla psicopatologia come  “non responder”.
  • Esiste poi l’aspetto metabolico praticamente inscindibile da quello emozionale e prestazionale tanto che è luogo comune dire di aver avuto una “reazione viscerale” per indicare una reazione emotiva …

QUESTO APPROCCIO CLINICO E TERAPEUTICO E’ ANCHE ARGOMENTO DIDATTICO NEI CORSI TEORICO PRATICI CHE PERIODICAMENTE ORGANIZZIAMO. PER SAPERNE DI PIU’ CLICCA QUI .

Il nostro concetto di Integrazione

Mettiamo a punto un intervento integrato: non rinunciamo alle basi “ortogonali”, scientifiche, della nostra cultura personale e professionale.

Quando ne riconosciamo l’esigenza, le integriamo con approcci non convenzionali benché ampiamente riconosciuti, legando le funzioni del corpo e l’emozione in un tutto indissolubile.

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