L’Approccio Ortodontico

In linea di massima non ci occupiamo di “denti storti” con una valenza estetica ma, in una filosofia di armonia del corpo, di miglior funzione possibile, scendendo anche a qualche compromesso rispetto ad una linea dentale ideale.

Dentature rese esteticamente perfette e simmetriche su visi asimmetrici possono creare disfunzioni che rendono instabile il lavoro ortodontico (i denti tendono a tornare dove le forze lo consentono) oppure, se i denti non riescono ad ovviare al problema, scaricano su altre strutture le tensioni non più disperse in bocca. I denti tendono a porsi dove la genetica, le forze della masticazione, i traumi diretti ed indiretti (soprattutto al cranio e al sacro) li fanno finire, in un equilibrio più o meno estetico, stabile ed utile al fisico. Con queste forze oltre con le legittime esigenze dei pazienti bisogna fare i conti.

Per quanto riguarda i bambini non esiste un’età prestabilita per una prima visita odontoiatrica integrata, ma ragionevolmente prima si intercettano alcune disfunzioni o anomalie, prima si potrà eventualmente curare anche la forma e la posizione delle ossa craniche in cui sono inserite le gemme dentarie (Ortopedia dento-facciale) per favorire una miglior funzione respiratoria, di masticazione, di deglutizione; dopo una certa età di sviluppo si potrà fare solo dell’Ortodonzia (cioè lavorare sulla posizione dei denti).

Il principale scopo è ottenere una corretta funzione armonica del cranio, del volto e del corpo.

Gli apparecchi di elezione per una correzione armonica dei problemi di mal posizionamento dentale sono quelli “funzionali”, amovibili e che tengono conto anche di tessuti molli, muscoli ed articolazioni. Alcuni di questi apparecchi sono frutto quasi di una scelta di filosofia olistica, altri hanno solidissime basi concettuali per la loro applicazione. Nel nostro studio ne usiamo  ben più di una decina di tipi differenti, in modo da poter intercettare le esigenze funzionali con la strategia migliore.

Esistono poi le terapie “fisse”,  meno fisiologiche in un’ottica posturale, ma se si tiene sotto controllo la diminuita mobilità delle ossa craniche e si rispettano le leggi di sviluppo del sistema  si ottengono risultati fisiologici anche con queste metodiche, che hanno una indicazione ben precisa quando la discrepanza dalla fisiologia della forma ossea e la posizione dentale è eccessiva.

Per quanto riguarda “allineare i denti” si possono utilizzare i classici sistemi con placchettine metalliche e fili applicati sui denti oppure, in casi limitati, oggi esistono anche apparecchiature trasparenti, nate per conciliare cure ed esigenze sociali di estetica.

Per fortuna, sempre più Pazienti ritengono il fatto di portare l’ortodonzia fissa un segno di maggior cura ed attenzione per se stessi e quindi sta tramontando l’immagine un po’ derisoria su chi porta l’”apparecchio”. È nostra abitudine monitorare con foto della postura corporea anche i casi di allineamenti estetici dei denti: non si sa mai.

Per quanto siamo orientati a intercettare precocemente  le disfunzioni, non si può pensare di far portare un apparecchio ad un bimbo che ancora non collabora (dai quattro anni comunque ci si riesce);  prima di tale età è strategica la collaborazione con l’Osteopata, in quanto si possono esercitare manipolazioni sulle ossa craniche tali da diminuire la portata della malocclusione che si determinerà durante le fasi della dentizione.

A  parte qualche disfunzione precoce ed evidente, è buona norma far vedere il bimbo se sono accaduti avvenimenti che possono aver traumatizzato le ossa craniche o la colonna, come può accadere in un parto indaginoso, precipitoso o cesareo. E’ prudente consultare un Medico Osteopata anche dopo colpi al capo o cadute sul sacro, anche in assenza di evidenze.

In un bambino piccolo dove sono presenti pochi dentini sono da valutare gli atteggiamenti viziati, quali il succhiamento del pollice o l’uso irragionevole del ciuccio, la possibilità per il piccolo di respirare solo dalla bocca e non dal naso, le patologie allergiche, le otiti ricorrenti, il digrignamento anche sui dentini da latte.

Rimanendo sempre nell’ambito delle disfunzioni, bisognerebbe far visitare un bimbo se c’è “qualcosa che non va”, sintomi insoliti, alcuni dei quali vengono scambiati per atteggiamenti legati alla personalità o comunque alla costituzione, come mangiare troppo  lentamente, un intestino insolitamente  pigro o veloce, problemi di apprendimento, di movimento impacciato, di agitazione psicomotoria … (vedi sintomi autotest di pertinenza infantile).

E poi ci sono i bimbi disattenti, pasticcioni, dislessici e disgrafici, insonni, agitati:  quadri complessi e dai sintomi che mischiano “carattere” e veri e propri disturbi che  preoccupano genitori, insegnanti, fino agli psicologi, in quanto risulta difficile una diagnosi e si finisce per considerarli “caratteriali” o diagnosticarli come Deficit dell’Attenzione e Iperattività (DDAI) che, nei casi gravi, è l’anticamera dell’utilizzo di farmaci psichiatrici nell’infanzia.

A volte questi quadri non chiari rientrano in quella che noi definiamo una Sindrome Dispercettiva, termine che deriva dalla Sindrome da Deficit Posturale di Da Cuna, dovuta ad alterazioni reccettoriali.

L’argomento è trattato qui perché spesso è coinvolta  la bocca, o meglio la lingua, che tra le molteplici funzioni svolge quella primitiva di “palpatore posturale”. Esattamente come nei rettili nei quali la lingua è uno strumento di orientamento; tale funzione resta anche nel nostro sistema nervoso con collegamenti neuronali tra occhi, testa, labirinti e appoggio dei piedi. Quindi la definizione “bambini agitati” ci fa sempre pensare prima di tutto ad un conflitto di messaggi neuronali  per cui il bambino per “sentirsi” è costretto a muoversi in continuazione per riconfermare la sua posizione nello spazio; spesso infatti, nella visita costatiamo la presenza di deglutizione e appoggio dei piedi  anomali. Questi deficit di organizzazione posturale possono aver origine  anche da problemi insorti al momento del parto o per cadute accidentali importanti nella prima infanzia. Sarà da verificare con la visita se il problema vada inquadrato su base osteopatica, su base recettoriale oppure su aspetti di conflitti emotivi e quindi con il supporto dello Psicologo valutare gli stili di attaccamento instaurati tra le figure genitoriali e il bimbo.

Spesso si tratta di un insieme di fattori all’apparenza inestricabile: noi consideriamo  un continuum lo stile di relazione genitoriale, le modalità di alimentazione,  le allergie, la qualità della respirazione, lo sviluppo del cavo orale, la  postura ed il movimento fisico da cui deriva la necessità della multidisciplinarietà di intervento.

Dott. Luca Sangiovanni

Dott. Luca Sangiovanni

Il dott. Luca Sangiovanni è un Medico Chirurgo e Odontoiatra. Si occupa di Medicina Manuale e Posturale, Gnatologia, Osteopatia presso lo Studio Medico Posturalmente, a Milano, in Viale Lucania 3. Insieme alla dott.ssa Mariangela Villa ha messo a punto un intervento integrato fra Posturologia e Psicoterapia, con un attento sguardo all'insieme del paziente.
Dott. Luca Sangiovanni
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