Integrazione
UN’UNICA STRATEGIA terapeutica

perché funzioniamo come un’unità

I sistemi  di valutazione della realtà e di noi stessi reagiscono tutti  insieme, non distinguono tra una parte fisica ed una  psichica, utilizzano le informazioni vere o presunte che  hanno a disposizione.

Reagire con una modalità più complessa di quella richiesta comporta una serie di conseguenze che vanno dalla scarsa efficacia alla troppa fatica o se si prolunga nel tempo può apparire una gamma di sintomi a volte insospettabili  (vedi Autotest). Per banalizzare pensate a qualcuno che è un po’ sordo, in automatico userà gli occhi per leggere i movimenti delle labbra ed integrare così i dati insufficienti delle orecchie, ovviamente la caduta di concentrazione, la stanchezza e l’irritabilità saranno il prezzo da pagare per rimanere al pari degli altri.

Il nostro campo di competenze riguarda qualcosa che lavora male e crea sintomi. Non parliamo della malattia di un organo o apparato, ma di qualcosa che non ha un nome preciso e centra con l’umore, i muscoli, la capacità di reagire, il metabolismo, l’efficienza, la memoria ecc. ecc.

Una strategia univoca

Ciò che  altera la qualità delle risposte dipende da un’infinità di variabili ma abbiamo a disposizione una chiave di lettura  che è sensibile a tutte le condizioni del vivere siano esse in arrivo dai muscoli che dai visceri o dai sistemi di ricezione, oppure da uno stress o un’emozione, da un trauma, dal passato, anche quello nascosto a noi stessi; questa “chiave universale” è il tono muscolare.

L’attività muscolare, nel senso più generale del termine, è continuamente adattabile a qualsiasi variazione perché è uno dei  modi di utilizzo e regolazione  del nostro corpo e  contemporaneamente uno dei principali sistemi di risposta per la sopravvivenza. Tecniche appropriate permettono di valutare, per alcuni distretti, cosa  determina l’immediato modificarsi del sistema tonico sia verso il miglioramento che il peggioramento.

È chiaro che questa è una estrema semplificazione per poter illustrare il nostro approccio ma, da tale assunto, abbiamo potuto identificare, ognuno per il proprio campo di intervento, che cosa andare a ricercare di significativo per fare una diagnosi e quindi per organizzare una rete di competenze con le quali curare.

Un’intolleranza alimentare o un aspetto traumatico emozionale oppure un disturbo di un sistema recettoriale influenzeranno i test sul tono muscolare secondo modalità differenti.

Qualsiasi nostra manifestazione presuppone una serie tale di relazioni neuronali, recettoriali di valutazione, di confronto con i dati acquisiti dall’esperienza, di lavoro di alcuni muscoli e contro lavoro dei muscoli ad essi antagonisti, tale complessità può essere definita “engramma procedurale” cioè uno schema prestabilito a grandi linee di comportamento psico-fisico-neuro-endocrino che espleta una funzione.

La soluzione non potrà essere solo Psico, solo Fisico, solo Neuro o solo Endocrino; il nostro compito consiste nel trovare la chiave di ingresso del sistema disfunzionale e lavorare anche sugli altri aspetti coinvolti per amplificare il risultato. Questo vale per un trauma emozionale, per un colpo di frusta, per un problema metabolico e via dicendo.

Sempre per semplificazioni potremmo dire: a determinati presupposti riconoscibili (si va dal “semplice” mettere un piede davanti all’altro per camminare all’affrontare una situazione di stress) si hanno determinate risposte.

Il malessere, Il dolore, la non abilità, possono nascere da un engramma procedurale che parte da presupposti sbagliati o che per qualche motivo deve utilizzare una sequenza troppo complessa, lenta e dispendiosa per compiere una data azione.

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