Integrazione
SUPERAMENTO DEL TRAUMA FISICO E PSICHICO

perché il danno è sempre globale

Un doppio intervento

I sistemi che utilizziamo per valutare noi stessi e la realtà che ci circonda coinvolgono sempre una parte fisica ed una psichica, tanto che è impossibile la loro differenziazione. Questo significa che spesso sia la cura di un trauma fisico che quella di un trauma psicologico richiedono un doppio intervento sul piano somatico ed emozionale.

Partiamo dal trauma fisico: l’atleta che non riesce a compiere, in un momento cruciale, una specifica azione a causa di una limitazione funzionale di cui non ha coscienza, non legge sensorialmente nel modo corretto le informazioni che provengono dall’ambiente. In questo caso, sarà portato a basare le proprie spiegazioni su presupposti interpretativi scorretti: egli percepirà la sua incapacità funzionale come se fosse rappresentativa del suo modo di essere (non so concentrarmi, sono inadeguato, non sono all’altezza, non valgo niente, non mi so sacrificare, sono un fallito …) e non come indicativa della presenza di una patologia fisica recettoriale che assume poi un significato psicologico. Lo stesso accade ai non atleti: il dolore cronico, una stanchezza persistente, un senso di vertigine o di ottundimento, la mancanza di concentrazione e molte altre sintomatologie che derivano da un deficit percettivo inducono a convinzioni negative su di sé, che si radicano così profondamente da renderne necessario il ridimensionamento e la reintegrazione in una nuova percezione di sé.

Lo stesso discorso vale nel caso di situazioni di trauma psichico, stress o attaccamenti insicuri che ci costringono a rimanere in balia di antiche emozioni mai risolte, oltre che di veri e propri squilibri biochimici.

Durante gli stati di stress prolungato, infatti, viene rilasciato più cortisolo; il cortisolo all’inizio frena sia il sistema immunitario che la capacità di apprendere e di rilassarsi, perché pretende che tutta l’attenzione venga rivolta al fattore di stress; la corteccia orbitofrontale, che di solito ha il compito di modulare le nostre reazioni agli eventi, non riesce più a svolgere questo compito e noi rimaniamo in balia di una zona sottocorticale del nostro cervello che prende il nome di amigdala, che va a ristimolare la produzione di cortisolo; il cortisolo gradualmente assume le caratteristiche di una neurotossina, che depriva le cellule nervose di glucosio; il fegato rilascia glicogeno; viene sottratto sangue da pelle e visceri per inviarlo alla zona muscoloscheletrica, con conseguente adattamento cardiovascolare; il sodio viene trattenuto ed aumenta di conseguenza lo zucchero nel sangue.

Per questo, in situazioni simili sarà opportuno lavorare su quei muscoli contratti e su quei visceri che lavorano in maniera così disfunzionali per facilitare e sveltire il processo di elaborazione del trauma.

 Mente e corpo sono una cosa sola e su questo insieme bisogna lavorare.

Gli Ultimi Articoli in SUPERAMENTO DEL TRAUMA FISICO E PSICHICO

  • La psicoanalisi e l’evoluzione storica dei suoi principali modelli – Parte 3

    Quest’articolo prosegue e conclude il discorso iniziato con “Dottoressa, Lei è freudiana” e “La psicoanalisi e l’evoluzione storica dei suoi principali modelli – Parte 1 e 2”. Modello delle dissintonie e disconoscimenti Alla fine degli anni ’30, Sullivan sposta l’attenzione dal conflitto pulsionale al conflitto tra quel che l’uomo è e quel che socialmente deve

  • La psicoanalisi e l’evoluzione storica dei suoi principali modelli – Parte 2

    Quest’articolo prosegue il discorso iniziato con “Dottoressa, Lei è freudiana?” e “La psicoanalisi e l’evoluzione storica dei suoi principali modelli – Parte 1”. Modello del conflitto relazionale L’importanza del ruolo giocato nello sviluppo dalle figure significative diventa primario nella Klein, la quale, secondo Greenberg e Mitchell rappresenta l’alternativa radicale al modello del conlitto pulsionale, ma,

  • Superamento del Trauma Fisico e Psichico

    Un doppio intervento I sistemi che utilizziamo per valutare noi stessi e la realtà che ci circonda coinvolgono sempre una parte fisica ed una psichica, tanto che è impossibile la loro differenziazione. Questo significa che spesso sia la cura di un trauma fisico che quella di un trauma psicologico richiedono un doppio intervento sul piano