Integrazione
CONSAPEVOLEZZA ERESPIRAZIONE

Respirare bene è un aspetto tutt’altro che scontato.

Imparare a respirare bene si rivela spesso molto utile nell’accelerare la risoluzione di un aspetto disfunzionale e può contribuire al miglioramento della qualità della vita.

 La respirazione permette lo scambio metabolico gassoso ed è il cardine fondamentale del mantenerci in vita.

 E’ una funzione automatica ma mista, ovverosia consapevole ed inconsapevole allo stesso tempo, dato che si trova sotto il controllo sia del Sistema Nervoso Vegetativo (controllo involontario), che della Corteccia Cerebrale (controllo volontario). Rappresenta uno dei punti di contatto più evidenti tra la sfera somatica e la sfera emozionale.

 La respirazione è il meccanismo primordiale per definizione e, essendo anche sotto il controllo volontario, apre un’enorme serie di considerazioni ed implicazioni:

  • sulla postura del corpo che scende a qualsiasi compromesso funzionale pur di permetterci di respirare;
  • sul versante emozionale quando ci poniamo in un atteggiamento difensivo inspiratorio.

Un esempio di questa interconnessione dal punto di vista somatico è la posizione globale del corpo assunta da un bimbo allergico: costretto a respirare sempre con la bocca e ad estendere il collo in avanti pur di aprire le vie respiratorie, altera in modo stabile il suo porsi e agire nel mondo che lo circonda e di cui sta facendo esperienza. Un esempio sul versante emozionale è il dolore cervicale causato dall’utilizzo eccessivo, dovuto allo stress, di muscoli che vanno a compensare il blocco del diaframma.

Queste modalità adattate della mente e del corpo vengono definite “PREAZIONE“,  intendendo con questo termine l’atteggiamento psicofisico obbligato, a partire dal quale si può compiere un qualsiasi movimento volontario o assumere un atteggiamento. Più la preazione sarà tarata su compromessi funzionali tanto più ci sarà una perdita di efficienza, lucidità, concentrazione e apertura; tutte qualità che le pratiche fondate sull’attenzione al respiro migliorano quando sono esercitate con costanza e consapevolezza.

Tali considerazioni ci hanno portato ad organizzare corsi di consapevolezza corporea, corsi di respirazione ed in fine di meditazioneproponiamo ai Pazienti che ne hanno necessità, o a persone che vogliono intraprendere un percorso di crescita personale, un lavoro, sia individuale che di gruppo, che, sviluppando l’autopercezione e l’acquisizione graduale della consapevolezza della funzione respiratoria e delle sue relazioni con la motricità, permetta lo sviluppo della coscienza psicocorporea. Tutto ciò basato sulla stretta integrazione tra movimento, pensiero, sensazioni ed emozioni e sulla acquisizione della possibilità di un controllo cosciente della respirazione.

E’ importante nell’osservazione del soggetto con disfunzione respiratoria analizzare come si svolge il ciclo respiratorio: frequenza respiratoria, prevalenza dell’inspirazione o dell’espirazione, presenza di apnee, profondità del respiro.

L’analisi dei movimenti respiratori a livello muscolare, secondo specifiche tecniche dello yoga, come il metodo del Dr. Bhole, o secondo specifiche tecniche fisioterapiche, come la Rieducazione Posturale e la Manipolazione fasciale Fisioterapica, aiuta a portare alla coscienza la presenza di una tensione e, una volta individuata, a facilitare la normalizzazione del tono muscolare, la risoluzione degli stati dolorosi e il recupero di una mobilità completa che permette la piena efficienza respiratoria.

La presa di coscienza di quale movimento sia presente o assente in una specifica zona del corpo, quindi assonante al concetto osteopatico di restrizione del movimento, permette di verificare se abbiamo assunto abitualmente dei comportamenti respiratori non efficienti per il nostro organismo e, eventualmente, di correggerli.

In più, il nostro organismo produce una serie di movimenti involontari anch’essi collegati alla respirazione come il colpo di tosse, lo starnuto e lo sbadiglio, che sono gestiti dal sistema nervoso vegetativo: nell’osservare come ci comportiamo nel compiere una di queste comuni attività, abbiamo una verifica immediata dell’efficienza del relativo schema muscolare che abbiamo imparato a modificare, in modo da evitare, o quanto meno ridurre, quei dolori alla schiena, alle spalle, al petto o alla gola che talvolta si presentano in questi riflessi involontari.

La respirazione mette in relazione la mente con il corpo ed è un ottimo strumento per comprendere come stiamo e per lavorare su noi stessi. Non rappresenta però una panacea universale, perché in presenza di situazioni psicologiche e fisiche complesse è necessario preventivamente migliorare la situazione di base prima di procedere: ancora una volta l’integrazione presuppone una diagnosi ed una strategia.

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