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Mangiare può e deve essere piacevole.

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Un’alimentazione sana ed equilibrata aumenta il benessere psichico, dona vigore fisico, aumenta le difese, stimola la rigenerazione, ed ha un effetto compensante nelle situazioni di stress. Tutto questo può essere spiegato dalla strettissima e indissolubile connessione mente-corpo.

Di fatto, l’organismo umano è una rete che mette in comunicazione bidirezionale i grandi sistemi di regolazione del corpo: il nervoso, l’endocrino e l’immunitario e tra questi e la psiche intesa come identità emozionale e cognitiva che contraddistingue ognuno di noi.

La cooperazione fra i vari componenti della rete ha come scopo il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dell’omeostasi, ossia di una relativa stabilità interna delle proprietà chimico-fisiche dell’organismo, anche al variare delle condizioni e degli stimoli esterni, attraverso dei precisi meccanismi autoregolatori.  E’ proprio quando falliscono questi ultimi che insorgono in prima istanza i vari disturbi disfunzionali i quali, se non trattati,  sfociano in patologie conclamate come le intende la medicina convenzionale.

L’ambiente fisico e sociale, le condizioni psicologiche, la capacità di gestione dello stress, la qualità del sonno, la qualità del respiro,  la postura, l’attività fisica e l’alimentazione sono tutti fattori che possiedono una capacità di influenzare e modulare, in positivo o in negativo, il network nel suo insieme.

Il cibo in particolare rappresenta il più potente modulatore del network umano. Ogni volta che mangiamo scegliamo,  in base a quello cheintroduciamo attivamente nel nostro corpo, se influenzare positivamente o negativamentetutto l’organismo. Un esempio pratico?

Un uovo di una gallina ruspante “del vecchio buon contadino” che le lasciava ruspare nell’aia e non dava loro farmaci , ha un rapporto omega 6/omega 3 pari a 3:1 (ottimale per la salute dell’uomo) mentre le uova provenienti da galline allevate in cattività hanno un rapporto che può arrivare oltre il20:1 deleterio per chi se ne nutra.

Partiamo da queste considerazioni, che sono alla base del nostro approccio di riabilitazione nutrizionale ispirato ai principi della Nutrizione Biologica,per:

  • rieducare abitudini e gusto ai cibi genuini, freschi, integri e vitali
  • eliminare i cibi contenti tossici alimentari che fungono da disturbatori endocrini, immunostressogeni e scatenatori di focolai di infiammazione
  • introdurre alimenti ad elevata densità nutrizionale mirati a far ripartire un metabolismo bloccato o che sta lavorando al limite con il rischio di scompensarsi
  • impostare regimi alimentari bioenergetici che possiedono un alto potere antiossidante e che rispettano i bioritmi naturali e l’equilibrio acido-base
  • individuare e trattare con terapie naturali determinatecondizioni subcliniche che, oltre a impedire il raggiungimento del peso ideale, determinano sintomi disfunzionali: intolleranze alimentari, presenza di sensibilità ai carboidrati o di insulinoresistenza, una insufficiente disintossicazione epatica, uno squilibro ormonale subclinico, uno stato di autointossicazione da stitichezza cronica
  •  incentivare l’attività fisica e un approccio proattivo alla vita

L’altro aspetto fondamentale da valutare è come e quanto contribuisce lo stress al disagio alimentare presente. Un livello costantemente elevato di stress causa la secrezione di alti livelli di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali i quali, se permangono a lungo,  provocano in molti casi un aumento di peso e ritenzione idrica, oltre a alterazioni metaboliche che con il tempo saranno la causa del mantenimento del peso acquisito.

Anche mangiare sotto l’influsso di emozioni negative spinti dalla “fame nervosa” porta quasi sempre a un’alimentazione inappropriata e disordinata. Frequente in questo caso il disturbo da alimentazione incontrollata, detto anche BED (acronimo dell’inglese BingeEatingDisorder) responsabile di molti casi di obesità. Un ruolo importante nella genesi di questo disturbo, stando ai risultati della ricerca clinica evolutiva, è uno stile di attaccamento disfunzionale che determina questo modo di rapportarsi con il cibo. In effetti, tra i vari scambi madre-bambino, l’alimentazione rappresenta un momento fondamentale.

Per un bambino in età prescolare, i  genitori possono essere un ottimo modello ed un supporto attivo per favorire in lui l’acquisizione ed il mantenimento di comportamenti utili a promuovere la salute. In effetti, la qualità dei cibi disponibili a casa e il livello dell’attività fisica dei genitori sono fattori da cui dipende molto il peso dei bambini in questa fascia d’età. Bisogna sempre ricordarsi che i bambini interiorizzano i fatti non le parole.

Con l’aumentare dell’età, l’influenza dei genitori sui comportamenti dei figli diminuisce lasciando il posto all’influsso della scuola, dei coetanei e della televisione. Tuttavia, i genitori possono incidere ancora molto mettendo a disposizione cibi sani in casa e favorendo uno stile di vita familiare fisicamente attivo.

Se il bambino è già in sovrappeso bisogna adottare un intervento centrato sulla salute e non sul peso mediante la correzione graduale e stabile delle sue abitudini alimentari e di vita. Successivamente, con la crescita, l’indice di massa corporea si assesta. L’obbiettivo è il raggiungimento e il mantenimento, entro i limiti percentili di età, di un corretto rapporto fra peso e statura avendo cura di conservare la massa magra. Indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi terapeutici sono il coinvolgimento e la collaborazione di tutta la famiglia e il monitoraggio clinico nel tempo.

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