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PROGRAMMA DEL CORSO DI VALUTAZIONE E GESTIONE DEGLI ASPETTI EXTRASTOMATOGNATICI IN ODONTOIATRIA

Apprendere un sistema diagnostico IN CAMPO ODONTOIATRICO per:

  • Identificare la vera disfunzione orale
  • Stabilire se e quale ortodonzia fare
  • Stabilire un rapporto mandibolo-cranico corretto nelle riabilitazioni protesiche
  • Interpretare un sintomo orale come causativo o adattativo
  • Prevenzione delle recidive

 

 Apprendere un sistema diagnostico PER UNA VALUTAZIONE GENERALE DEL PAZIENTE:

  • Valutazione dello stato generale del Pz. In rapporto alle modifiche orali
  • Comprendere quanto possa essere strategica una disfunzione orale
  • Comprendere quanto possa essere strategica una disfunzione extrastomatognatica
  • Cosa correggere per prima
  • Individuare le competenze ed acquisire un linguaggio comune transdisciplinare
  • Monitorare la strategia terapeutica
  • Prevenire le complicanze

  

 PROGRAMMA 

  • L’apparato stomatognatico nel contesto anatomico-funzionale in cui è inserito:
    • alcune considerazioni embriologiche
    • sviluppo delle strutture ossee: le lesioni osteopatiche in relazione alle malocclusioni
    • sviluppo in base alla funzione: le leggi di Planas in correlazione ad osteopatia e postura
    • la gerarchia funzionale, le azioni multiple e contemporanee del sistema stomatognatico
    • le ripercussioni posturali a doppia via con le lesioni osteopatiche, lo schema del passo, l’appoggio podalico, gli oculomotori, gli aspetti fasciali, viscerali e quelli emozionali
    • Con quale approccio valutare la complessità: il tono muscolare e le sue leggi
    • Saper inquadrare un Paziente, i compensi fisiologici e quelli disfunzionali
    • Descrizione e pratica della visita completa di valutazione globale
    • Tecnica e parametri per un morso di costruzione integrato
    • I test di verifica
    • Cenni di Kinesiologia Applicata come verifica dell’impostazione terapeutica orale
    • Cenni di stabilometria come verifica dell’impostazione terapeutica orale

 

IL CORSO SI RIVOLGE NON SOLO AGLI ODONTOIATRI MA ANCHE A MEDICI, PEDIATRI, OSTEOPATI.

Le lezioni sono strutturate in 4 giornate in due week end e suddivise in esposizioni teoriche e verifiche pratiche di acquisizione delle tecniche illustrate.

SEDE DEL CORSO:  Laboratorio di Ortodonzia Ettore Mai Via Galileo Ferraris 15 Gallarate

        Costo IVA compresa 800 Eu

8-9 ottobre 12-13 novembre

 PER PRENOTAZIONI O CHIARIMENTI: visitaposturale@libero.it    tel.  02 5398133

 

SCOPO DEL CORSO DI VALUTAZIONE E GESTIONE DEGLI ASPETTI EXTRASTOMATOGNATICI IN ODONTOIATRIA (1)

L’apparato stomatognatico è inserito in una logica talmente multifattoriale da aver reso per lungo tempo complicata una reale visione integrata e di interpretazione dei disturbi ad esso connessi. Ancor oggi  molti professionisti eseguono cure odontoiatriche come se la bocca fosse un contesto a se stante; ma superare concettualmente questa visione non dà automaticamente gli strumenti di analisi e comprensione. Per la necessità diagnostica di una visione d’insieme questo corso pratico mostrerà l’utilizzo di un metodo univoco di valutazione che non sia così iperspecialistico da prevedere una curva di apprendimento lunghissima e che permetta lo scambio di informazione tra competenze diverse.

Il tono muscolare è il denominatore comune clinicamente valutabile che si modifica per tutte le attività del corpo, e quindi rispecchia anche le complessissime relazioni dell’apparato stomatognatico. La caratteristica principale utilizzabile come metodo diagnostico è la sua istantanea modifica, se se ne conoscono le leggi e si applica una logica successione di valutazioni per dirimerne il significato.

La valutazione che propongo è frutto dello studio di tutti i principali approcci diagnostici alle dinamiche del corpo da cui, con il Dott. Stefano Frediani, per oltre un ventennio di attività abbiamo estrapolato una metodica riproducibile in studio, utilizzabile con un tempo di apperndimento ragionevole.

L’approfondimento su  singoli apparati (occhio, piede, fasce, bocca, ecc) non può che avverire in un momento successivo all’apprendimento di una visita generale ed esula dalla filosofia di quanto esposto.

Dalla valutazione clinica possiamo trarre informazioni:

  • sullo stato generale del Paziente, ovvero a che livello di attivazione sono i suoi sistemi compensatori e se sono fisiologici o disfunzionali; ciò permetterà di interpretare sintomatologie complesse in relazione alle terapie (anche ortodontiche e implantologiche). Questa valutazione è utile a chiunque si interessi del corpo sia per curarlo che per programmare un  miglioramento prestazionale.
  • La progettazione di un piano occlusale in sintonia con le caratteristiche funzionali del soggetto.
  • Valutare se gli aspetti che andiamo via via ad esaminare siano primari o adattativi allo squilibrio di un altro sistema; ciò favorirà una diagnosi eziologica, una maggior predicibilità delle nostre cure, delle eventuali recidive e di effetti collaterali.
  • La verifica immediata se il nostro intervento ha le caratteristiche per poter migliorare ciò che è di nostra pertinenza ed anche lo stato generale del Paziente o almeno sia indifferente ad esso. Ciò permette una più precisa  progettazione in armonia con la logica individale di quell’organismo.
  • Avere un linguaggio comune utilizzabile con altre figure terapeutiche (Osteopati, Pediatri, Fisiatri, Preparatori atletici, ecc.)  e la possibilità di dirimere se altri interventi siano sinergici o meno alla nostra scelta terapeutica.

Il corso ha finalità cliniche pratiche e si prefigge l’obbiettivo, alla fine delle quattro giornate, di poter compiere una valutazione globale del Paziente (quindi di interesse per tutte le discipline del corpo) e nello specifico valutare l’occlusione in rapporto agli altri fattori coinvolti. I partecipanti saranno seguiti per la corretta esecuzione dei test clinici. Sarà disponibile una scheda di visita che aiuti passo dopo passo l’analisi.

Per visualizzare il programma del corso clicca qui

Il counseling psicoanalitico

Al termine counseling, o consultazione come preferisco chiamarlo, sono state date varie definizioni, il cui tratto comune sembra essere quello della relazione psicologica di aiuto rivolta a soggetti che, in un momento specifico del loro ciclo di vita, si confrontano con situazioni conflittuali; il suo obiettivo è quello di offrire loro un’occasione per comprendere meglio la situazione in cui si trovano e reperire le risorse necessarie alla risoluzione del problema: si tratta, insomma, di consentire sia il recupero delle risorse personali, sia il benessere psichiconecessario al confronto con i compiti evolutivi ed i momenti di passaggio che adulti, bambini, genitori, coppie, si trovano a dover affrontare: difficoltà a livello della capacità di apprendimento, problematiche relative alla crescita e alla autonomizzazione, scelte difficili da effettuare, e così via, con tutti i vissuti di confusione e spaesamento che tutto ciò comporta. L’obiettivo del servizio di consultazione dovrebbe essere quello di fornire accoglimento e contenimento al disagio emozionale, oltre ad offrire l’occasione di una maggiore consapevolezza relativa al ruolo giocato dalle esperienze relazionali per mantenere una certa immagine di sé e del mondo.

Il modello seguito è costituito normalmente da tre/sei colloqui a tempo determinato, a cadenza settimanale: la brevità dell’intervento, se da un lato costringe immediatamente a fare i conti con il problema della separazione, dall’altro può essere rassicurante per chi teme di essere intrappolato nelle maglie di una relazione terapeutica senza fine.

Nel lavoro di consultazione viene fortemente utilizzata l’abilità a focalizzare l’intervento solo su alcune aree determinate, sostenendo sempre le parti sane e collaborative del soggetto, il che consente anche, tra l’altro, di evitare l’emergere di parti eccessivamente regredite che sarebbe poi difficile gestire, data, appunto, la brevità degli incontri.

È quindi evidente quanto il counseling si differenzi da un tradizionale intervento psicoterapeutico, proprio perché sono differenti tanto l’utenza quanto il tipo di relazione che è possibile stabilire con essa, oltre al fatto che esula dai suoi obiettivi una vera e propria modificazione della personalità del soggetto. Il soggetto della consultazione è sostanzialmente sano, e sta confrontandosi nel presente con un momento di crisi ed impasse esistenziale e deve per questo essere aiutato a riattivare quei meccanismi adattivi che risultano momentaneamente compromessi.

È anche per questo motivo che è prioritario per il clinico valutare il grado di strutturazione della personalità di chi richiede l’intervento, le sue abilità introspettive, la forza e la pervasività dei conflitti in gioco, la consistenza delle aree sane o comunque libere da conflitti, così da poter prevedere un eventuale irrigidimento strutturale di quadri psicopatologici, piuttosto che la possibilità del superamento della difficoltà manifestata in quel momento.