Dott. Luca Sangiovanni, Autore a Posturalmente.it

Valutazione e gestione degli aspetti extrastomatognatici in odontoiatria

 

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SCOPO DEL CORSO DI VALUTAZIONE E GESTIONE DEGLI ASPETTI EXTRASTOMATOGNATICI IN ODONTOIATRIA (2)

Il corso si prefigge di mostrare una visita posturale completa e, in questa circostanza specifica, con una particolare attenzione ad una diagnosi odontoiatrica.

Questo approccio è multidisciplinare e nasce dall’esigenza di una valutazione globale del disturbo che il nostro Paziente ci riferisce, con la necessità di comprendere se sia di nostra competenza e se sia primario o di compenso; l’approccio posturologico, è il mezzo per una diagnosi in cui la “postura” è l’epifenomeno che possiamo osservare in modo non invasivo e reversibile.

Quanto illustrerò nasce dal lavoro del Dott. Stefano Frediani (Lido di Camaiore) e mio che, nel corso degli ultimi 20 anni abbiamo approfondito le tecniche delle più varie Scuole ed Autori nell’ambito di quella che in seguito è stata definita Posturologia. Spesso ci siamo trovati di fronte ad Autori con intuizioni geniali, altre volte con tecniche che se integrate con metodiche ulteriori potevano esprimere ancor meglio la loro potenzialità, a volte ancora ci siamo imbattuti in realtà poco scientifiche o su presupposti quasi ideologici. Quindi, quanto mostrerò è la personale cernita di cosa abbiamo ritenuto più efficace e riproducibile, non è uniforme come fonte, ci sono test che derivano dall’ortopedia, dalla neurologia, dalla kinesiologia oppure dall’osteopatia, alcuni con valide basi scientifiche e di letteratura, altre tecniche sono più un apprendimento clinico che i nostri Maestri ci hanno insegnato ed altre ancora che abbiamo dedotto da un confronto tra noi e dalla realtà clinica di tutti i giorni.

Da questo lavoro di apprendimento personale e di verifica clinica nei nostri studi e con i nostri Collaboratori (Ortodontisti, Osteopati, Kiropratici, Fisiatri, Fisioterapisti, Psicologi, Preparatori atletici, Medici dell’alimentazione, ecc.) abbiamo messo a punto questa metodica da utilizzare quotidianamente che permettesse un linguaggio di base comunicabile alle altre competenze coinvolte utilizzando le metodiche dei vari Autori che, a nostro giudizio, si dimostravano più efficaci e facilmente eseguibili per raggiungere una diagnosi clinica soddisfacente.

Con tale metodica clinica si possono ottenere principalmente questo tipo di informazioni:

• stato generale del Paziente, ovvero una valutazione sulle riserve fisiologiche ad un eventuale cambiamento conseguente dalle nostre terapie (molto importante per i Pazienti che potremmo definire “pluriproblematici”, gli atleti e per tutti coloro che hanno necessità performanti anche intellettuali)

• organizzazione fisiologica o disfunionale dei sistemi che analizziamo (cioè se siamo di fronte ad un disturbo che il corpo compensa in modo altamente disfunzionale o meno)

• analisi del funzionamento dei principali sistemi recettoriali e loro influenza generale e locale (verranno illustrati i test base per comprendere l’influenza generale di una disfunzione di sistema: per esempio, saremo in grado di diagnosticare che il disturbo principale sia a partenza oculare ma i test specifici e la diagnosi saranno ovviamente demandate allo Specialista)

• priorità del sistema coinvolto (è prioritaria una disfunzione podalica o linguale? quale affrontare per prima?)

• verifica clinica di una impostazione terapeutica (nel nostro caso, verifica che un morso di costruzione soddisfi il maggior numero di parametri possibile)

Verrà fornita una cartella clinica che ripercorre le fasi della visita (didatticamente utile per chi è alle prime armi ma già valida per una analisi completa)

Il corso è pratico ed esaustivo per tutti gli aspetti di una visita posturologica generale, data la complessità della materia non scende nei dettagli iperspecialistici di nessuno dei sistemi analizzati ma permette di

comprendere ciò che è di propria pertinenza o di inviare allo Specialista del caso. Saranno citate le fonti e gli Autori per un personale approfondimento.

Il materiale del corso è sottoposto a copyright e non potrà essere né filmato né fotografato integralmente, segnalerò di volta in volta cosa reputo importante che documentiate per un miglior apprendimento.

PROGRAMMA DEL CORSO DI VALUTAZIONE E GESTIONE DEGLI ASPETTI EXTRASTOMATOGNATICI IN ODONTOIATRIA

Apprendere un sistema diagnostico IN CAMPO ODONTOIATRICO per:

  • Identificare la vera disfunzione orale
  • Stabilire se e quale ortodonzia fare
  • Stabilire un rapporto mandibolo-cranico corretto nelle riabilitazioni protesiche
  • Interpretare un sintomo orale come causativo o adattativo
  • Prevenzione delle recidive

 

 Apprendere un sistema diagnostico PER UNA VALUTAZIONE GENERALE DEL PAZIENTE:

  • Valutazione dello stato generale del Pz. In rapporto alle modifiche orali
  • Comprendere quanto possa essere strategica una disfunzione orale
  • Comprendere quanto possa essere strategica una disfunzione extrastomatognatica
  • Cosa correggere per prima
  • Individuare le competenze ed acquisire un linguaggio comune transdisciplinare
  • Monitorare la strategia terapeutica
  • Prevenire le complicanze

  

 PROGRAMMA 

  • L’apparato stomatognatico nel contesto anatomico-funzionale in cui è inserito:
    • alcune considerazioni embriologiche
    • sviluppo delle strutture ossee: le lesioni osteopatiche in relazione alle malocclusioni
    • sviluppo in base alla funzione: le leggi di Planas in correlazione ad osteopatia e postura
    • la gerarchia funzionale, le azioni multiple e contemporanee del sistema stomatognatico
    • le ripercussioni posturali a doppia via con le lesioni osteopatiche, lo schema del passo, l’appoggio podalico, gli oculomotori, gli aspetti fasciali, viscerali e quelli emozionali
    • Con quale approccio valutare la complessità: il tono muscolare e le sue leggi
    • Saper inquadrare un Paziente, i compensi fisiologici e quelli disfunzionali
    • Descrizione e pratica della visita completa di valutazione globale
    • Tecnica e parametri per un morso di costruzione integrato
    • I test di verifica
    • Cenni di Kinesiologia Applicata come verifica dell’impostazione terapeutica orale
    • Cenni di stabilometria come verifica dell’impostazione terapeutica orale

 

IL CORSO SI RIVOLGE NON SOLO AGLI ODONTOIATRI MA ANCHE A MEDICI, PEDIATRI, OSTEOPATI.

Le lezioni sono strutturate in 4 giornate in due week end e suddivise in esposizioni teoriche e verifiche pratiche di acquisizione delle tecniche illustrate.

SEDE DEL CORSO:  Laboratorio di Ortodonzia Ettore Mai Via Galileo Ferraris 15 Gallarate

        Costo IVA compresa 800 Eu

8-9 ottobre 12-13 novembre

 PER PRENOTAZIONI O CHIARIMENTI: visitaposturale@libero.it    tel.  02 5398133

 

SCOPO DEL CORSO DI VALUTAZIONE E GESTIONE DEGLI ASPETTI EXTRASTOMATOGNATICI IN ODONTOIATRIA (1)

L’apparato stomatognatico è inserito in una logica talmente multifattoriale da aver reso per lungo tempo complicata una reale visione integrata e di interpretazione dei disturbi ad esso connessi. Ancor oggi  molti professionisti eseguono cure odontoiatriche come se la bocca fosse un contesto a se stante; ma superare concettualmente questa visione non dà automaticamente gli strumenti di analisi e comprensione. Per la necessità diagnostica di una visione d’insieme questo corso pratico mostrerà l’utilizzo di un metodo univoco di valutazione che non sia così iperspecialistico da prevedere una curva di apprendimento lunghissima e che permetta lo scambio di informazione tra competenze diverse.

Il tono muscolare è il denominatore comune clinicamente valutabile che si modifica per tutte le attività del corpo, e quindi rispecchia anche le complessissime relazioni dell’apparato stomatognatico. La caratteristica principale utilizzabile come metodo diagnostico è la sua istantanea modifica, se se ne conoscono le leggi e si applica una logica successione di valutazioni per dirimerne il significato.

La valutazione che propongo è frutto dello studio di tutti i principali approcci diagnostici alle dinamiche del corpo da cui, con il Dott. Stefano Frediani, per oltre un ventennio di attività abbiamo estrapolato una metodica riproducibile in studio, utilizzabile con un tempo di apperndimento ragionevole.

L’approfondimento su  singoli apparati (occhio, piede, fasce, bocca, ecc) non può che avverire in un momento successivo all’apprendimento di una visita generale ed esula dalla filosofia di quanto esposto.

Dalla valutazione clinica possiamo trarre informazioni:

  • sullo stato generale del Paziente, ovvero a che livello di attivazione sono i suoi sistemi compensatori e se sono fisiologici o disfunzionali; ciò permetterà di interpretare sintomatologie complesse in relazione alle terapie (anche ortodontiche e implantologiche). Questa valutazione è utile a chiunque si interessi del corpo sia per curarlo che per programmare un  miglioramento prestazionale.
  • La progettazione di un piano occlusale in sintonia con le caratteristiche funzionali del soggetto.
  • Valutare se gli aspetti che andiamo via via ad esaminare siano primari o adattativi allo squilibrio di un altro sistema; ciò favorirà una diagnosi eziologica, una maggior predicibilità delle nostre cure, delle eventuali recidive e di effetti collaterali.
  • La verifica immediata se il nostro intervento ha le caratteristiche per poter migliorare ciò che è di nostra pertinenza ed anche lo stato generale del Paziente o almeno sia indifferente ad esso. Ciò permette una più precisa  progettazione in armonia con la logica individale di quell’organismo.
  • Avere un linguaggio comune utilizzabile con altre figure terapeutiche (Osteopati, Pediatri, Fisiatri, Preparatori atletici, ecc.)  e la possibilità di dirimere se altri interventi siano sinergici o meno alla nostra scelta terapeutica.

Il corso ha finalità cliniche pratiche e si prefigge l’obbiettivo, alla fine delle quattro giornate, di poter compiere una valutazione globale del Paziente (quindi di interesse per tutte le discipline del corpo) e nello specifico valutare l’occlusione in rapporto agli altri fattori coinvolti. I partecipanti saranno seguiti per la corretta esecuzione dei test clinici. Sarà disponibile una scheda di visita che aiuti passo dopo passo l’analisi.

Per visualizzare il programma del corso clicca qui

I CIBI COME MEDICINA

Questo articolo è stato scritto dal dott. Hamze Al Khansa

A chi si rivolge questo articolo: ovviamente a tutti e per tutte le età, ma più nello specifico:

  • ai disturbi del peso corporeo (troppo o troppo poco) che resistono alle diete sia professionali che “fai da te”
  • ai disturbi viscerali (diarrea, stipsi, gonfiore addominale ecc.)
  • stanchezza cronica
  • scarsa efficienza e concentrazione
  • ritenzione idrica
  • ai disturbi per sospetta  intolleranza alimentare
  • celiachia
  • ai disturbi metabolici (spesso con esami ormonali non significativi)
  • alimentazione infantile (bambini sempre malaticci con ricorrenti: otiti, tonsilliti, adenoidi e manifestazioni cutanee) ed educazione genitoriale ai cibi sani
  • dermatiti e manifestazioni cutanee su sospetta base allergica
  • prestazione e benessere psicofisico

 

Nell’ambito di “Posturalmente – una rete per curare”, è ormai percezione comune di tutti i Collaboratori che una terapia che voglia modificare nel profondo le disfunzioni del Paziente debba includere una “terapia viscerale” al di là di una eventuale dieta per il controllo del peso.

La “pancia”, oltre ad un’immagine sociale artefatta che sembra costruita su chi va “ossessivamente” in palestra o è anoressico, crea reali problemi alla salute sia di circolazione agli arti inferiori che cardiovascolari, epatici, di respirazione, metabolici, psicologici.

La costatazione comune col Dott. Sangiovanni è come la popolazione dei nostri Pazienti (includendo quindi gli specifici disturbi del metabolismo e del peso) rientri in quella definizione di disfunzione  generale sintetizzata dalla frase di G.M. Gagey ” sano che non sta bene” con una sovrapposizione di aspetti posturalimetabolici, viscerali,  emotivi quasi  inestricabile.

Una persona sana deve muoversi in modo naturale, metabolizzare in modo naturale, gestire le criticità da presupposti di risposta adeguati. Potremmo avere un vero atleta con problemi intestinali? Una prestazione intellettuale soddisfacente con le vertigini? Aspetti emotivamente bilanciati col corpo che stenta?

L’approccio “metabolico”’ ai nostri Pazienti è quello della  Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI) che prevede di  esaminare  la “persona nella sua interezza”  in una visione che superi definitivamente la dicotomia mente-corpo e che consideri l’organismo come un sistema di regolazioni interconnesse. Per curare prescrivo un comportamento alimentare non basato semplicemente sul controllo di calorie e grassi  (sempre fallimentare a breve-medio termine), ma utilizzo i cibi  anche come farmaci, cioè sfruttandone oltre le caratteristiche nutrizionali e di ipoallergenicità, le caratteristiche  medicamentose. Nella mia filosofia  professionale (totalmente recepita dal gruppo di lavoro Posturalmente), dopo una visita realmente approfondita e con l’ausilio di tester che mi permettono, in modo non invasivo, una valutazione oggettiva di alcuni parametri vitali e della composizione corporea, ricerco una strategia terapeutica che preveda:

- una modulazione dei comportamenti alimentari con la messa a punto di un regime dietetico specifico e con la scelta di alimenti strategici.

- l’eventuale  prescrizione di rimedi  Omeopatici, Fitoterapici, Integratori, Riequilibratori pre e pro biotici

- il monitoraggio nel tempo dell’andamento clinico

-  l’integrazione con gli altri approcci di Posturalmente (terapie fisiche, psicologiche)

A volte il Paziente mi pone “semplicemente” l’esigenza (già più volte frustrata) di dimagrire; però bisogna fare alcune considerazioni:

  • ”se perdi peso, fai attenzione a cosa perdi !!!”
  • Se perdi MASSA GRASSA dimagrisci e perdi grassi,
  •  se perdi  MASSA TISSUTALE  ATTIVA deperisci e perdi muscoli,
  • se perdi FLUIDI EXTRACELLULARI  ti disidrati e perdi fluidi.

Non si può improvvisare e non esiste una dieta che vada bene per tutti.

La visita con una visione integrata, l’utilizzo di un analizzatore tissutale e una gestione personalizzata della cura sono le premesse per una guarigione stabile e spesso con miglioramento di aspetti oltre le esigenze di risoluzione dei singoli sintomi per i quali ci si era presentati.

Dott. Hamze Al Khansa*

 *Medico Chirurgo Nutrizionista,  esperto in Cure Integrate, Clinica dei sintomi  vaghi e aspecifici

– Diete personalizzate – Omeopatia – Fitoterapia –  Nutraceutica

Deglutizione: apprendimento, orientamento e controllo posturale, per grandi e piccini

Paul Mc Lean ha suddiviso il cervello umano in 3 aree anatomico-funzionali definite in base al livello di attività sempre più sofisticate a cui sovraintendono: rettiliano (simile a quello dei rettili), paleomammifero (mammiferi primitivi), neomammifero (mammiferi evoluti e uomo). Il controllo linguale appartiene al più primitivo dei nostri tre cervelli (quattro in realtà, perché Gershon considera il sistema gastroenterico un cervello a parte) quindi con una funzione di orientamento, come nei rettili, ancor prima che di deglutizione. La lingua quindi è funzionalmente posta tra i controlli ancestrali ed è anche la via di accesso al quarto cervello. Oltre a queste origini così suggestive il sistema di deglutizione è posto al cento di un sofisticatissimo meccanismo che coinvolge contemporaneamente respirazione, deglutizione (interrompendo la respirazione), masticazione, fonazione. La cosa sorprendente è che sono sempre gli stessi muscoli a compiere le differenti azioni; quando il cervello cambia programma i muscoli cambiano azione. La lingua partecipa a tutti questi movimenti, e tutto avviene in automatico. Siamo in grado di mangiare, interrompere la respirazione e deglutire per poi riprenderla mentre pensiamo a tutt’altro e anche compiendo gesti che presuppongono attenzione e precisione. C’è da aggiungere che esiste anche una relazione diretta tra lingua e movimentiqoculariche giustifica sia sintomi vertiginosi che problemi di lettura, non tanto per la messa a fuoco quanto per la precisione necessaria con cui si identificano i caratteri scritti per poter essere tradotti in concetto: le disfunzioni linguali influenzano la precisione con cui gli occhi “mirano” le parole.

adulto scoordinato e con mal di schiena

In presenza di una disfunzione linguale tutte le performances si complicano: coordinazione, apprendimento, lettura e memorizzazione.

Ci sono bambini che mangiano lentissimi perché la lingua (e le guance) non sono coordinate nel tenere il cibo tra i denti per esser masticato, oppure fanno fatica a mandare giù l’acqua perché non coordinano sigillo delle labbra e apertura della faringe (ad alcuni esce l’acqua dal naso se non stanno più che attenti); altri ancora sono costretti a respirare a bocca aperta per aumentare lo spazio che deve contenere la lingua in un palato stretto (con tutte le conseguenze di immettere aria troppo secca e alla temperatura sbagliata); alcuni la interpongono tra i denti anteriori (che si stortano) e questo fenomeno altera la posizione della cervicale, con spalle curve in avanti e si trasmette  fino alle ginocchia (che si toccano) e ai piedi (piatti).

bimbo irrequieto e con difficoltà di concentrazione

Queste considerazioni fanno intuire perché una disfunzione linguale possa generare sintomi insospettabili come deficit di apprendimento (fino ad alcune forme di dislessia) o sintomi da alterata localizzazione spaziale (bimbi pasticcioni o irrequieti, adulti con disturbi “vertiginosi” o deficit di prestazione).

Lingua e modalità di apprendimento valgono per tutta la vita, quindi dal bimbo che fatica a scuola all’adulto che non memorizza più come prima, o alle problematiche di orientamento spaziale: favorendo una deglutizione più fisiologica, curo bimbi che migliorano la scolarità ed atleti che migliorano le prestazioni.

Ho recentemente visitato una signora che si è presentata con un numero sterminato di esami, referti e teorie sui suoi sintomi vertiginosi; naturalmente in assenza di una plausibile diagnosi le è stato consigliato uno psichiatra… Per farla breve, pochi mesi prima dell’insorgenza dei sintomi la Paziente aveva rimosso un ponte e la lingua aveva trovato uno spazio anomalo e asimmetrico dove muoversi. Per così poco? mi ha chiesto; così ho pensato fosse utile richiamare l’attenzione, anche se in poche righe e semplificando, su un anomalo comportamento nella deglutizione che in presenza di disturbi inspiegabili può essere verificato con semplici test.

VALUTAZIONE POSTURALE INTEGRATA: presentazione del corso

La Valutazione Posturale Integrata è una chiave di lettura importante per tutti gli operatori che nella loro attività si occupano delle dinamiche del tono muscolare e le sue continue variazioni. La comprensione della fisiologia, delle modalità di compenso e se queste avvengano in modo funzionale o disfunzionale, è fondamentale per impostare in modo razionale ed armonico ogni tipo di intervento; il campo è vastissimo e oltre al controllo del dolore e della scarsa funzionalità, può essere utile tanto in una terapia ortodontica quanto per la programmazione del carico di lavoro di un atleta o il monitoraggio della crescita fisica e cognitiva dei bambini.

Il Dott.ri Stefano Frediani e Luca Sangiovanni, Medici, si occupano di Posturologia da più di vent’anni ed hanno approfondito molti degli approcci in modo diretto con i principali Autori che al momento rappresentano lo stato dell’arte della Posturologia. Questo ha permesso di mettere a punto una VALUTAZIONE POSTUROLOGICA INTEGRATA che eseguono quotidianamente in studio utilizzando quanto di più efficace viene proposto da ogni metodica. Ne scaturisce l’insegnamento di una valutazione in cui tutti i test più idonei vengono illustrati, integrati tra loro ed immediatamente tradotti in pratica. Saranno così analizzate le problematiche posturali che potrebbero essere di più difficile gestione senza un’adeguata sequenza di indagine, nonché la valutazione dei singoli recettori in modo che ogni figura professionale possa ben comprendere ciò che appartiene al proprio ambito e quanto necessita di un lavoro con altre figure professionali. In altre parole si acquisirà un linguaggio comune con le alte competenze.
Il corso è strutturato su quattro giornate, le nozioni e le tecniche saranno illustrate ed eseguite nella pratica in modo da poter essere svolte da tutti i partecipanti indipendentemente dalla loro formazione specifica ed esposte in modo da poter essere poi eventualmente integrate con specifici corsi di Osteopatia o di approfondimento per le singole specialità sulla base dell’approccio posturologico.
Il corso si rivolge a tutti gli operatori che hanno la necessità di comprendere come il corpo si esprima attraverso la modificazione continua del tono muscolare: per migliorare la prestazione, interpretare sintomi inconsueti, risolvere un dolore, seguire lo sviluppo psicofisico: Fisiatri, Medici dello sport, Pediatri, Medici di base, Odontoiatri, Ortodontisti, Osteopati, Fisioterapisti, Preparatori atletici, Personal trainers, Trainers di discipline quali Pilates, Gyrotinic, Tai Chi, yoga, ecc.

Per informazioni ed iscrizioni:

http://www.ediacademy.it/index.php/corsi-residenziali/1296-valutazione-posturale-integrata.html

Il bimbo sull’elefante. Una semplice tecnica per diminuire la tensione di collo e bocca

Spesso assegno ai miei Pazienti compiti a casa in modo che possano continuare le cure che in studio vengono eseguite. Una di queste tecniche, che prescrivo è per l’ARTICOLAZIONE TEMPORO MANDIBOLARE (ATM) ed è stata messa a punto da Mariano Rocabado, un brillantissimo fisioterapista ( docente universitario in Cile); anche se può apparire banale  è basata su una rigorosa lettura anatomo funzionale dei muscoli del collo e della mandibola ed ha lo scopo di rilassare l’insieme bocca-collo. La tensione di questo settore è causata da molteplici fattori che vanno da una non funzionale chiusura della bocca per come sono messi i denti, alla forma delle ATM, a tensioni muscolari di varia natura che trovano una via di sfogo nell’insieme bocca-collo.

Questa tecnica, che ora vi illustrerò, contribuisce a diminuire in modo significativo la tensione muscolare di un intero settore strategico, qualunque ne sia la causa, e permette una miglior efficacia dei dispositivi (non solo intraorali) che preparo per i miei Pazienti.
La tecnica richiede 3 minuti e 15 secondi per l’esecuzione e può essere praticata ovunque possiate mettervi un dito in bocca …
Lo scopo è raggiungere e rilassare un muscoletto che si chiama PTERIGOIDEO ESTERNO e che funziona come un bimbo seduto su un elefante, cioè con una piccola azione si determina un risultato ben più amplificato, in questo caso su muscoli potenti ma dalla funzione più grossolana (l’elefante appunto) che sollevano la mandibola in chiusura. L’ azione è amplificata fino al muscolo trapezio che spesso è così dolente quando siamo stressati.
Come si fa:
si usa il polpastrello del dito mignolo; quello destro per il lato sinistro della bocca e viceversa;

si infila il mignolo tra labbro e denti il più in alto possibile e si fa scivolare indietro fino a raggiungere e superare la rotondità dello zigomo, a questo punto con cautela si gira verso l’interno e l’alto: non ci si può sbagliare perchè il punto che si deve raggiungere  spesso è dolorosissimo ! (fate una cauta pressione lì intorno e sentirete che un solo punto è così sensibile);

a questo punto state lì con una pressione costante e sopportabile per 90 secondi (è il tempo necessario affinchè avvenga un primo rilassamento)
sfilate delicatamente il dito e rifate l’operazione sul lato opposto.
Sono passati 3 minuti, mancano 15 secondi alla fine della tecnica.
Ora portate la lingua (ma solo la punta) sul palato dieto agli incisivi centrali e, senza abbandonare questo contatto, aprite e chiudete LENTAMENTE  4-5 volte la bocca  aiutandovi  tenendo la punta del mento tra le dita aprendo e chiudendo passivamente.

Ora il bimbo sull’elefante da ordini più razionali e, ripetendo l’operazione due volte al giorno per almeno una settimana, potreste sperimentare una minor tensione a tutto il distretto bocca-collo-lingua.

“Sono sano ma …”

  • ho uno strano dolore che non passa, mi hanno visto in tanti ma senza risultato
  • non sono più efficiente e preciso come prima
  • voglio di più dalla mia prestazione fisica: in palestra, a golf, facendo jogging, sciando …
  • voglio più calma, precisione, memoria, efficienza rispetto a me stesso e gli altri

Cosa bisogna razionalmente fare:

  • comprendere com’è il nostro specifico e personale funzionamento
  • comprendere quale meccanismo si è inceppato

Come:

 attraverso una visita che valuta il tono muscolare:

 una visita medica della postura

il tono dei muscoli cambia  ed è finemente controllato in continuazione sia in un banale gesto  che per un pensiero, una preoccupazione, per un disturbo fisico o per le conseguenze di un trauma o una cicatrice.                                                                         Se il gesto o i l pensiero sono alterati oppure il nostro sistema li legge come tali appaiono i sintomi dolorosi o di limitazione funzionale  e di ideazione.                                                                                                                                                                                           Mi interesso di Posturologia da più di 20 anni.

“sono sano ma non sto bene, non funziono bene, mi stanco troppo”

Le cause:

l’innesco è spesso insospettabile; la mia personale esperienza mi fa dire che in percentuale i miei Pazienti mi riferiscono:

  • Vecchi incidenti, anche insignificanti tipo “colpo di frusta” o cadute sul sedere.
  • Posizioni anomale della bocca o lavori odontoiatrici.
  • Sentimenti inespressi (traumi, lutti, depressione, paure, ansia …).
  • Disturbi alimentari, allergie e tutto quello che può rientrare nel termine  generico di “viscerale”.
  • Vecchie cicatrici da pregressi interventi o traumi.
  • Problematiche ai piedi.
  • Problematiche agli occhi.

                                                                                           Come curare

  • Predisporsi al miglioramento

Di solito nei disturbi che durano da un pò di tempo tutto l’organismo si è riorganizzato per gestire l’emergenza e quindi si utilizzano terapie manuali che riattivano i circuiti più fisiologici.

Tali tecniche sono derivate dalla Kinesiologia, Osteopatia, Auricoloterapia. Per gli aspetti metabolici mi rivolgo a Colleghi  che esercitano  l’Omeopatia , operando poi in sinergia.

Lo stesso sistema collaborativo e sinergico utilizzo con gli Psicoterapeuti per i traumi emozionali.

  • Le terapie specifiche:

ü  Osteopatia: per tutti i dolori muscolo scheletrici (cervicalgie, lombalgie,sciatalgie ecc) e per disturbi viscerali, emozionali, di rendimento. L’Ordine dei Medici riconosce questo approccio: sono il n.6 nell’elenco provinciale.

ü  Auricoloterapia: per tutte le forme dolorose e i disturbi alimentari; poi come amplificatore di risultato di tutte le altre tecniche. Sono iscritto al registro dei Medici che utilizzano l’Auricoloterapia.

ü  Odontoiatria: oltre le tradizionali cure dentali e per i “denti storti” che spesso poi si traducono in una postura corporea alterata;  terapie per il bruxismo e per il miglioramento della prestazione muscolare, per chi pratica attività fisiche, anche a livello professionale (calcio, golf, corsa, palestra, yoga, …). Ho uno studio odontoiatrico da più di 30 anni.